In collaborazione con laboratori e istituti di ricerca, si è pensato ad indagini ed interventi innovativi, mai adottati per le opere in cartapesta.
Al fine di affrontare il problema delle datazioni, si è ricorsi ad avanzate tecnologie d'indagine come le archeometriche. Nello specifico si effettuano analisi in fluorescenza ai raggi X in dispersione di energia, in microscopia ottica, microscopia elettronica, spettroscopia infrarossa micro FT-IR e diffrattometria a raggi X. Queste indagini permettono la conoscenza della policromia, la visualizzare della struttura portante e delle tecniche esecutive. Si può così anche diversificare la procedura esecutiva originale dagli interventi successivi. Inoltre, si determinano le cause del degrado e l'incidenza degli attacchi parassitari in relazione al grado di acidità della carta e dei collanti, la perdita di coesione degli strati di cartapesta, nonché la rottura delle fibre della carta. I risultati permettono la ricognizione del percorso di vita dell'opera sia per la ricerca storica che per un corretto intervento di restauro.
- Il gruppo di ricerca è costituito da:
- Centro Radiologico Quarta Colosso Lecce, dr. Piero Quarta Colosso piero@quartacolosso.com;
- Laboratorio di Archeometria dell'Università del Salento, Prof. Alfredo Castellano e Prof. Giovanni Buccolieri, per le indagini archeometriche www.dsm.unile.it;
- Diagnostica per il Restauro e la Conservazione, dr. Davide Melica, per le analisi mineralogico-petrografiche, chimiche, fisiche e biologiche www.diagnosticarestauro.it;
- Università di Bari, Tecnologia del legno dr. Domenico Pellerano per le analisi sul legno domenico.pellerano@alice.it;
- Università del Salento, Dipartimento dei Beni delle Arti e della Storia, prof. Raffaele Casciaro per la direzione delle indagini storico-artistiche r.casciaro@libero.it.
I risultati di anni di sperimentazione e grande impegno, hanno permesso una nuova lettura della storia della cartapesta leccese ed il Centro Restauro Materiale Cartaceo ad essere un punto di riferimento per la ricerca storico-scientifica; tali esiti costituiscono un sussidio didattico per i corsi di Laurea in Conservazione dei Beni Culturali e sono fonti indispensabili per studi in Istituti italiani e stranieri e collaborazioni con l'Opificio delle Pietre Dure, l'École Nationale Supérieure des Arts Visuels de la Cambre e le Università di Bologna, Firenze, Ferrara, Bari e Lecce.
Nel dicembre 2008 a Marzo 2009 al Museo Diocesano di Milano la Mostra La scultura in cartapesta. Sansovino, Bernini e i Maestri leccesi tra tecnica e artificio (Vai alla Photogallery) e successivamente da marzo 2009 a settembre al Museo Provinciale Castromediano a Lecce. In Mostra, le opere in cartapesta tra le più interessanti al mondo per tecnica e storicità , tra queste, oltre alle numerose opere leccesi, restaurate e studiate a Lecce nel Centro di Restauro, due importanti opere provenienti dal Museo Nazionale di Belle Arti di Budapest: il rilievo in cartapesta della Madonna con Bambino del 1540 circa di Jacopo Sansovino (Firenze 1486 – Venezia 1570), e un Ecce Homo di bottega toscana databile tra il 1500 e il 1525 (Vai alla Photogallery).
Il Centro Restauro Materiale Cartaceo, affiancato dal gruppo di ricerca sopra menzionato, è stato ritenuto uno dei migliori e più avanzati d' Europa nello studio e nel restauro delle antiche cartapeste.
A Roma nell'ottobre 2008, al Centro di Restauro è stato assegnato il Premio Carta 2008, Symbola/Comieco, per i risultati conseguiti nel recupero della cartapesta, attraverso la ricerca scientifica. Tale merito, va condiviso sia con il direttore del Museo Provinciale Castromediano dr. Antonio Cassiano che ha voluto e finanziato tutti questi anni di studio e di restauro, e al Dr. Piero Quarta Colosso per l'alto livello scientifico raggiunto nel restauro delle opere in cartapesta presenti nel territorio, in quanto ha messo a disposizione sia il Centro Radiologico che la sua conoscenza per consentire le indagini radiologiche che archeometriche.










